Martina Centa protagonista in Colombia

Esperienza, grinta e 6° posto femminile in una gara di alto livello

Il Para e Delta Club Feltre è orgoglioso di raccontare l’esperienza internazionale della nostra socia
Martina Centa, che ha recentemente partecipato in Colombia a una competizione di altissimo
livello, confrontandosi con piloti dal ranking internazionale molto elevato.

La gara: FAI 2 – Campionato Americano e Coppa Niviuk

La competizione si è svolta in una zona della Colombia che, da circa dieci anni, è considerata ideale
per il volo libero. Si trattava di due gare FAI (Campionato d’America e Coppa Niviuk).

Il livello era altissimo, con partecipanti di grande esperienza e ranking internazionale. In entrambe
le gare Martina ha conquistato un ottimo 6° posto nella classifica femminile, risultato che
conferma la sua solidità e competitività anche in contesti internazionali.

La prima gara prevedeva 4 task, la seconda 5 task, con percorsi tra i 70 e i 100 km.

Ventidue anni con la testa tra le nuvole

Martina vola dal 2003: ben 22 anni di esperienza. Ha iniziato a soli 16 anni con un primo biposto,
spinta da una forte curiosità verso l’aria e il volo. Il 2003, anno particolarmente mite, ha contribuito
ad avvicinarla definitivamente a questo mondo.

Oggi le competizioni per lei sono soprattutto stimolo e divertimento: la competizione la sente poco
come pressione, molto di più come occasione di crescita.

Attrezzatura e preparazione: la sicurezza nasce il giorno prima

In gara Martina ha utilizzato una Ozone Zeno 2 con imbrago Gin Genie Race 5, una configurazione
performante pensata per il volo di alto livello.

Per competizioni di questo tipo è fondamentale il gruppo, ma altrettanto fondamentale è la
preparazione personale. Tutto inizia il giorno precedente:

  • controllo e organizzazione meticolosa dell’attrezzatura
  • preparazione di tutti gli strumenti
  • colazione adeguata e ottima idratazione (fondamentale in Colombia per evitare
    disidratazione e cali di concentrazione)

In decollo Martina segue rituali precisi: apre con cura attrezzatura e imbrago, spesso in silenzio o
con la musica. Questo le permette di ridurre l’insicurezza e arrivare lucida al briefing e poi al
decollo.

In Colombia il decollo si è svolto senza vento forte — condizione che la tranquillizza. Una volta in
volo, lo stress diminuisce sensibilmente e cala ancora di più dopo lo start.

Task tecniche, meteo complesso e vento del Pacifico

Le condizioni meteo non sono state ottimali:

  • molta pioggia
  • elevata umidità
  • basi dei cumuli molto basse, situazione insolita per la zona

Spesso si partiva tardi e questo comportava l’aumento del vento del Pacifico, proveniente da ovest,
che ricadeva sul decollo esposto ad est causando una situazione critica di sottovento.

Le task raramente si sviluppavano lungo il costone: solo lo start era talvolta in quella zona, mentre
le boe erano posizionate al centro valle o sul lato opposto. Per evitare zone pericolose, i percorsi
erano spesso a zig-zag da una parte all’altra della valle.

Un elemento chiave: in pianure così vaste, muoversi da soli o in gruppi troppo piccoli non è
vantaggioso. In questa gara la strategia aveva margini limitati: non c’erano molte alternative tattiche
e a fare la differenza era soprattutto la velocità.

Mille occhi in aria e poche alternative di atterraggio

Con tanti piloti in volo contemporaneamente servono “mille occhi” per evitare incidenti. Inoltre, la
zona richiedeva grande attenzione nella scelta delle linee: molti campi apparentemente atterrabili
erano in realtà coltivazioni di canna da zucchero.

Martina ha trovato molte differenze rispetto al volo in Italia, dove siamo abituati al volo di costone
in ambiente alpino. Diverso anche dalla Spagna: lì le termiche partono da terra ma sono spesso
molto scarrocciate; in Colombia invece tendono ad avere sviluppo più verticale. Tuttavia, con
l’elevata umidità presente durante la gara, era difficile individuare con precisione i punti di innesco
termico.

La zona è sicuramente più favorevole per chi ha già avuto modo di volarci prima della
competizione.

Pressione, emozioni e crescita personale

Martina gestisce la pressione con naturalezza: per lei la gara è uno stimolo, non un peso.
Fondamentale è anche il supporto del gruppo — il team Italia è stato un punto di riferimento dentro
e fuori dalla competizione.

Dal punto di vista personale, questa esperienza le lascia molto:

  • la soddisfazione di essere partita da sola per la Colombia, affrontando dubbi, paure e la
    lontananza dai figli e dal marito
  • il confronto con atlete austriache e francesi molto forti e motivate
  • un ambiente accogliente e positivo

I colombiani, racconta, sono persone estremamente gentili: riescono a sollevarti anche dopo una
task andata male. Con poco, trasmettono una felicità contagiosa.

Il ricordo che porterà con sé? Proprio questa combinazione di confronto ad alto livello, spirito di
gruppo e calore umano.

Obiettivi 2026: nazionale e grandi appuntamenti

Per quest’anno Martina ha obiettivi chiari:

  • la nazionale
  • fare bene alla gara di casa, l’Alpen Cup
  • ottenere un buon risultato in Grecia in Coppa del Mondo, zona che definisce varia e molto
    interessante per il volo

Con la determinazione che la contraddistingue e l’esperienza maturata in Colombia, siamo certi che
continuerà a regalarci grandi soddisfazioni.

Complimenti Martina, il Para e Delta Club Feltre vola con te!